No a diritti per musica dal dentista, Corte giustizia Ue dà ragione ad Andi

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) - La "diffusione gratuita di musica in uno studio odontoiatrico, a beneficio della clientela, non dà diritto alla percezione di un compenso a favore dei produttori fonografici".

Per l'Andi, l'associazione dentisti italiani, è una vittoria la sentenza pubblicata ieri dalla Corte di Giustizia europea, che ha posto fine alle cause promosse dalla Società consortile fonografici come mandataria dei produttori fonografici consorziati.

Scf, riassume l'Andi in una nota, aveva intrapreso cause pilota contro alcuni dentisti (appartenenti alla stessa associazione), per far accertare che questi, nel proprio studio privato, diffondessero musica di sottofondo senza pagare alcunché. Le sentenze di primo grado sono state vinte dai dentisti, con il supporto dell'Ufficio legale di Andi, e impugnate da Scf, la Corte d'appello di Torino ha rimesso la causa alla Corte di Giustizia europea, per accertare se il diritto europeo, che disciplina la materia, incidesse sull'esito della controversia e in quale misura. I giudici europei, la cui sentenza ha un'efficacia normativa vincolante, hanno accolto infine la tesi sostenuta da Andi, affermando che i "pazienti di un dentista - come i clienti di ogni altro studio professionale – non possono essere qualificati come 'gente in generale', dal momento che sono tutti conosciuti dal professionista, che li riceve singolarmente e personalmente".

"Sono veramente molto soddisfatto del risultato raggiunto - commenta il presidente nazionale Andi, Gianfranco Prada - che ribadisce il concetto fondamentale, da sempre sostenuto dalla nostra associazione, che lo studio professionale non è un luogo pubblico. Si tratta di una vittoria storica, ottenuta grazie al solo nostro impegno, alla tenacia e alla valenza del nostro Ufficio legale, un risultato sindacale vero, che farà risparmiare migliaia di euro ai nostri soci e a tutti i liberi professionisti europei".