Dal 1° luglio obbligo del POS anche nello studio del dentista

POSEntro il 30 giugno i professionisti – odontoiatri compresi - che operano nei propri studi dovranno dotarsi del pos per il pagamento col bancomat delle loro prestazioni in caso di importi superiori ai 30 euro. 

Il Consiglio nazionale degli architetti aveva infatti tentato la via del Tar ritenendo la norma «insensatamente vessatoria e costosa stante che il suo scopo primario, quello di contrastare elusione ed evasione, può essere raggiunto attraverso pagamenti tracciati (bonifico o assegni) senza obbligare i professionisti ad attivare Pos costosi da installare e utilizzare, stante il divieto - ex articolo 15, comma 5 quater del Dl 179/2012 - di richiedere un sovraprezzo legato all'utilizzo di un determinato strumento di pagamento».

Il Tar Lazio, con l'ordinanza 01932/2014 depositata il 30 aprile e resa nota il 6 maggio, ha rigettato l'istanza.

Da luglio, dunque, toccherà a tutti prendere contatti con la banca di riferimento e farsi installare l'apparecchiatura (costa intorno ai 100 euro) pagare il canone, assimilabile a quello telefonico, e versare una piccola commissione automatica, da 0,60 a 2 euro, per ogni operazione.

Sembra, tuttavia, che alcuni Ordini stiano prendendo contatti con le banche per attenuare l'onerosità di questa incombenza stringendo accordi associativi.

Anche perché se il pagamento elettronico può essere comodo, può diventare problematico per i professionisti – ed è il caso anche di alcuni odontoiatri - che, per esempio, dividono l'attività in più studi decentrati, a volte anche in modo occasionale: in questo caso dovrebbero infatti pagare il canone per più Pos.

Se vuoi conoscere il parere dell’area legale vai all’articolo dedicato.

Seguici sui Social

Facebook
Linkedin