Chirurgia plastica e consenso

Si parla ancora di “consenso” nel rapporto PIT Salute del Tribunale del malato – Cittadinanzattiva, presentate al convegno organizzato a Roma dall'Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe) dal titolo 'Come prevenire e affrontare il contenzioso legale in chirurgia estetica'.

Dal convegno è emerso che si sta andando verso l'americanizzazione in tutti i settori del rapporto medico paziente, con una maggiore litigiosità in tutti i campi, soprattutto pubblici. Il maggior numero di richieste di risarcimento si rivolge infatti agli ospedali.

In tema di consenso, afferma il vice presidente di Aicpe, Luca Siliprandi, il documento assume un significato centrale nel rapporto medico-paziente in chirurgia estetica.

"Il consenso informato, ben lungi dall'essere un essere pezzo di carta da far firmare al paziente per sgravare le responsabilità del chirurgo o un mero atto burocratico, rappresenta l'attestazione finale dell'avvenuta informazione. Informazione che dev'essere adeguata, cioè comprensibile e completa.

Tale documento, adeguatamente personalizzato per ogni specifico caso, dovrebbe essere consegnato al paziente al termine del primo colloquio e ritirato dopo un adeguato lasso di tempo, comunque prima della data dell'intervento chirurgico, per concedere al paziente di meditare sulle informazioni e di poter rivolgere al chirurgo ogni possibile chiarimento. Veniamo purtroppo a conoscenza - conclude Siliprandi - che ancora oggi questo fondamentale documento viene a volte fatto firmare 'al volo', talora subito prima dell'intervento, venendo a perdere ogni significato e anche la sua validità giuridica".

Fonte:

Univadis - 15 Dicembre 2014