Nesso di causalità dubbio

Qualora ci si trovi di fronte ad esame di casi in cui sono presenti palesi insufficienze di elementi per una corretta decisione, il consulente tec­nico (C. T.) non può allora che fermarsi dinanzi ad eventuali lacune pro­batorie (si pensi al caso delle omissioni contenute nelle cartelle clini­che) o, comunque, dinanzi alla mancanza di dati documentali, esami radiologici radiogrammi o di altre fonti di prova, lacune e mancanze che gli impediscano di completare o, alla radice, esprimere la sua spiegazione della causa dell'evento di danno che si imputa alle pre­stazioni somministrate al paziente-danneggiato.

Dinanzi a situa­zioni siffatte, il medico legale deve dare atto delle lacune probatorie ed indicarne la loro rilevanza in termini di impedimento alla ricostruzione tecnico-scientifica del nesso causale, laddove pos­sibile individuando, in considerazione di ogni altro dato disponibile e di eventuali circostanze documentate o dimostrate per altre vie, in quale misura l'accessibilità alle informazioni mancanti avrebbe potuto condurre ad una spiegazione medico-legale della sequenza cau­sale.

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