Riflessioni libere sulla responsabilità in odontoiatria estetica

Premessa

La  posizione restrittiva della medicina  e della odontoiatria estetica è stata col tempo erosa ed abbandonata: la salute, secondo le indicazioni del Organizzazione Mondiale della Sanità, è uno stato di completo benessere fisco, mentale e sociale, e non consiste soltanto nell’assenza di malattie o infermità.

Anche il Codice deontologico, all’art. 3, comma secondo, chiarisce che la salute deve essere intesa nell’accezione più ampia del termine, come condizione di benessere fisico e psichico della persona.

L’integrità psico-fisica dell’uomo è, dunque, quella che deriva da una dimensione totale dei valori della persona e che si collega alla somma delle funzioni naturali riguardanti il soggetto nel suo ambiente di vita, aventi rilevanza non solo economica, ma anche biologica, sociale, culturale ed estetica. La salute, in questo senso intesa,  è un bene non solo da preservare, custodire e reintegrare, ma, per certi versi, anche da promuovere e sviluppare come elemento fondante della personalità dell’uomo nelle relazioni sociali.

Timidamente, la Suprema Corte di Cassazione nell’ormai lontano 1994 ha riconosciuto al trattamento estetico una sua precisa dimensione e collocazione all’interno del coacervo dell’ars medica, affermando che “la funzione tipica dell’arte medica, individuata nella cura del paziente, al fine di vincere la malattia o, ovvero di ridurne gli effetti pregiudizievoli o, quanto meno, di lenire le sofferenze che produce, salvaguardando e tutelando la vita, non esclude la legittimità della chirurgia estetica, che a prescindere dalle turbe psicologiche che potrebbero derivare da una dilatata considerazione degli aspetti sgradevoli del proprio corpo, tende a migliorare esclusivamente l’estetica”.

Il trattamento estetico, quindi, si propone di migliorare un aspetto fisico anatomicamente normale ma percepito dal soggetto come impedimento ad una completa realizzazione della propria persona; ed è proprio in questa ottica che si inserisce l’odontoiatria estetica, la quale fa del sorriso uno dei suoi cavalli di battaglia.

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