13.12.12 – n. 48226 - Cassazione Penale - Sez IV

Capo equipe non può affidarsi a colleghi

Ancora una sentenza in tema del “principio di affidamento” nella quale la Suprema Corte ha stabilito che il professionista non può neanche appellarsi alla 'medicina dell'evidenza' per avere uno sconto di pena, convalidando la  condanna per lesioni colpose nei confronti di un medico chirurgo specialista in ginecologia, capo dell'equipe medica, che avrebbe dovuto eseguire un intervento di asportazione dell'ovaio destro mentre, per errore, asportava il sinistro.

Condannato per falsità anche un addetto alla formazione della cartella clinica, per avere alterato la stessa.

L’errore iniziale era stato commesso dalla dottoressa addetta all’accettazione che aveva compilato la cartella clinica annotando che andava asportato l’ovaio sinistro, mentre quello affetto da una grossa cisti era il destro. Ma l’errore eclatante (nonostante il capo dell’equipe avesse visitato privatamente la paziente) non veniva “corretto” neppure dopo.

Nello specifico, il capo dell'equipe sosteneva a sua discolpa che non avrebbe potuto non fidarsi dell'attività svolta dai medici che in precedenza si erano occupati del caso ma la S.C. ha bocciato la tesi difensiva e ha sottolineato che "nessun 'principio di affidamento' può invocare a propria discolpa il medico il quale, in spregio alla regola minima di prudenza e diligenza, aveva proceduto all'asportazione chirurgica sulla base di una mera annotazione cartacea, pur proveniente dal medico addetto all'accettazione, senza fare luogo all'agevole, rapido e sicuro riscontro ecografico".

La Suprema Corte ha precisato che "deve considerarsi negligente il comportamento del chirurgo responsabile dell'intervento, il quale, facendo esclusivo affidamento sulla pregressa diagnosi svolta dal suo aiuto e comunicatagli verbalmente in sala operatoria, proceda all'operazione senza avere prima proceduto al riscontro della stessa".

L’omissione, inoltre,  risulta ancor più grave proprio perché l’intervento è stato effettuato mediante una tecnica strumentale (laparoscopia) che non risulta esaustiva:  «la visione endoscopica non risulta risolutiva, poiché non in grado di evidenziare quale fosse l’ovaio malato da estirpare».

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