21/11/2011 - n.42917 - Cassazione Penale, Sez. V

Cartella clinica: attenzione a non aggiornarla in ritardo!

Nella analisi personale di casi di responsabilità professionale odontoiatrica, in qualità di CTU ovvero CTP, mi è capitato, non di rado, di dover constatare e segnalare la contraffazione postuma di documentazione sanitaria privata(di norma la cartella clinica del paziente che chiede il risarcimento) da parte di odontoiatri che, così facendo, spesso si cacciano in guai molto più seri di quelli relativi al riconoscimento della responsabilità che cercano di evitare.

Anche se la falsità in atto privato richiama diverse fattispecie di reato riportiamo di seguito una recente sentenza in merito al semplice “aggiornamento in ritardo” della cartella clinica ospedaliera che conferma la severità della Suprema Corte sull’argomento.

Sentenza n. 42917/11 Cass. Pen. V° Sez.

Il fatto

Un medico aveva lasciato il reparto senza riportare sulla cartella clinica il risultato della visita e la terapia prescritta al paziente, aggiornandola solo alcuni giorni dopo il suo decesso.

Non è stata considerata circostanza attenuante il fatto che il medico, trovandosi in reparto da solo e allontanatosi alla fine del turno senza trascrivere sulla cartella le risultanze della visita effettuata in giornata, abbia comunque lasciato le indicazioni terapeutiche nelle schede termometriche allegate alla cartella clinica.

Il diritto

La finalità dell'atto - assolutamente correlata alla sua immodificabilità - è quella di rispecchiare in maniera fedele il decorso e l'evolversi della malattia e degli altri fatti clinici rilevanti, progressivamente e contestualmente al loro verificarsi.

Inoltre, la cartella clinica, redatta da un medico di un ospedale pubblico, è caratterizzata dalla produttività di effetti incidenti su situazioni giuridiche soggettive di rilevanza pubblicistica, nonché dalla funzione della documentazione di attività compiute (o non compiute) dal pubblico ufficiale che ne assume la paternità.

Ne deriva che le modifiche, le aggiunte, le alterazioni e le cancellazioni integrano falsità in atto pubblico, punibili in quanto tali.

Note di : Mario Aversa

Gli articoli del C.P. :

Libro Secondo -> Titolo VII -> Capo III 

Art. 476, 477, 478, 479,480, 481, 482, 483, 484, 485

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