Descrizione

La  dottrina medico-legale definisce classicamente come infortunio ogni evento dovuto a causa fortuita violenta ed esterna che produce lesioni corporali obiettivamente constatabili le quali abbiano per conseguenza una invalidità permanente o una inabilita temporanea”.

Tali eventi sono coperti dal più classico dei prodotti assicurativi, la polizza Infortuni, che ha lo scopo di indennizzare i danni prodotti da tale imprevedibile accadimento.

Gli ambiti di applicazione sono molteplici, a partire dagli infortuni sul lavoro, regolati dal DPR 1124 del 1965 (TU dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali); segue il grande capitolo degli infortuni sportivi, quelli stradali, il più ristretto campo degli infortuni scolastici e l’importantissimo, a nostro avviso sottovalutato, ambito degli infortuni domestici.

Per la valutazione dell’invalidità permanente si fa ricorso generalmente ad alcune specifiche tabelle con indicazione percentuale della invalidità relativa a diversi quadri patologici; in particolare, è stata redatta la tabella ANIA, cui fanno riferimento la maggior parte delle tabelle tipo accluse alle polizze.

Sempre aperto il dibattito sul parametro da valutare cha attualmente è rappresentato dalla capacità lavorativa generica.

Anche le modalità con cui deve essere effettuata la valutazione è oggetto di indicazioni nella polizza, talune delle quali risultano del tutto peculiari: ad esempio in caso di danni plurimi conseguenti ad un unico infortunio si fa ricorso alla somma delle singole valutazioni fino al 100, una metodica che appare estranea alla normale prassi valutativa del medico legale.

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