Traumi oro-facciali da incidenti stradali

Ai fini della valutazione medico-legale, per la corretta disamina del nesso causale e della compatibilità tra evento traumatico e lesioni riscontrate risulta spesso fondamentale il puntuale rilievo dei dati clinici raccolti dai primi esaminatori, così da poter pervenire nella fase valutativa, con verosimile certezza, alla precisa identificazione dei postumi nonché alla corretta quantificazione del danno emergente attuale e futuro. 

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Valutazione economica delle spese di cura

Valutazione economica delle spese di cura

La valutazione/quantificazione delle spese di cura,  definite anche Danno Emergente Odontoiatrico (DEO), rappresenta una quotidiana applicazione delle conoscenze di un odontoiatra legale, sia in responsabilità civile, sia in infortunistica, privata o pubblica, questa ultima nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro,  a cura dell’ INAIL.
La problematica legata all’adeguato ammontare di tali spese, attuali e future, già eseguite – in tutto o in parte - ovvero da eseguire, è un quesito quasi sempre presente; richiesto da un magistrato ad un CTU, da un legale ad un CTP, da una compagnia di assicurazione ad un suo medico fiduciario, da un privato ad un libero professionista esperto della materia.
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Criteri generali

Per quanto riguarda la quantificazione del danno, vigono i criteri individuati dall'art. 2056 c.c., il quale rinvia all'art. 1223 c.c., art. 1226 c.c. e art. 1227 c.c.

In particolare, il risarcimento del danno si articola nelle due voci del "danno emergente" e del "lucro cessante" (cfr. 1223 c.c.) in quanto siano diretta e immediata conseguenza della lesione.

Per danno emergente deve intendersi ogni perdita, o necessario esborso, o mancata acquisizione sebbene se ne avesse diritto, di utilità già presenti nel patrimonio del danneggiato.

Il  lucro cessante è, invece, ogni mancato guadagno che si sarebbe prodotto laddove il fatto illecito non fosse stato realizzato.

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Classificazione delle lesioni traumatiche

Numerose classificazioni di lesioni traumatiche sono state proposte in passato (Maurel, Sweet, Horsenell,...) ma la più utilizzata è stata certamente quella proposta da Ellis nel 1945, in seguito modificata da altri autori.

Nel 1978 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha creato una classificazione, sottoposta a revisione ed ampliamento nel 1992 e pubblicata su "Application of the International Classification of Diseases to Dentistry and Stomatology", che utilizza quali parametri la sede topografica ed il tipo di tessuto in cui si localizza la lesione (tessuti mineralizzati del dente, tessuto pulpare, fibre del legamento alveolo-dentale, osso alveolare).

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