11/11/2008 - n. 26972/3/4/5 - Cass. Civ. Sez. Unite

La Cassazione con le “sentenze gemelle di San Martino” ha ridisegnato il danno non patrimoniale nella sua interezza ed indicato dei principi innovatori sulla liquidazione dei danni.

Tali pronunce hanno cercato di fare chiarezza su alcune componenti di danno che, per tradizione, facevano parte del danno non patrimoniale; tra tutte si vedano il cd. danno biologico, morale ed esistenziale. Secondo alcuni, le predette componenti continuano comunque ad avere una loro valenza, secondo altri  non è sempre così.

Per alcuni operatori, infatti, le sentenze gemelle hanno senz’altro cercato di dirimere una questione che ormai si protraeva da troppo tempo, ossia l’eliminazione o meno delle tradizionali sottovoci di danno, ma si è trattato di una eliminazione apparente, più concettuale che pratica, foriera di una gran confusione a livello interpretativo (chi deve pagare il danno le considera scomparse, mentre chi deve ottenere il risarcimento ne chiede a pieno titolo un riconoscimento sostanziale). (1)

Cercheremo, pertanto, di puntualizzare i principi essenziali – alcuni tratti dalle stesse sentenze - che, a nostro avviso e senza presunzione di esaustività, possono essere i seguenti:

1)       Il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettiva di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate. In particolare, non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata "danno esistenziale" laddove al  danno biologico va riconosciuta portata tendenzialmente omnicomprensiva.

2)      Il pregiudizio non patrimoniale è risarcibile solo entro il limite segnato dalla ingiustizia costituzionalmente qualificata dell'evento di danno.

3)       Il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato.

4)       “Il risarcimento del danno alla persona deve essere integrale, nel senso che deve ristorare interamente il pregiudizio, ma non oltre...",   resta ferma la necessità di dover considerare  gli «aspetti relazionali» della persona.

5)       “La risarcibilità del danno non patrimoniale postula, sul piano dell'ingiustizia del danno, la selezione degli interessi dalla cui lesione consegue il danno. Selezione che avviene a livello normativo, negli specifici casi determinati dalla legge, o in via di interpretazione da parte del giudice…”. (2)

6)       la formula “danno morale” non individua una autonoma sottocategoria di danno, ma descrive, tra i vari possibili pregiudizi non patrimoniali, un tipo di pregiudizio, costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata; ove ricorra una degenerazioni patologica della sofferenza si rientra nell'area del danno biologico, del quale ogni sofferenza, fisica o psichica, per sua natura intrinseca costituisce componente.

7)       Determina quindi duplicazione di risarcimento la congiunta attribuzione del danno biologico e del danno morale nei su indicati termini inteso.(3)

8)       Dopo diversi mesi di meditazione, sono arrivate le nuove tabelle del Tribunale di Milano. Sino alle “sentenze gemelle” il Tribunale di Milano, nel calcolo del danno alla persona sommava: il danno biologico in base a tabelle uniformi (permanente e temporaneo), l'eventuale personalizzazione del danno (variazione sino al 30% in aumento del danno biologico), il danno morale (nella misura da ¼ ad ½ del biologico).

Oggi pur nella considerazione della unitarietà del danno non patrimoniale, il Tribunale di Milano adotta una tabella di valori monetari medi (in base alla giurisprudenza) rapportati alla lesione subita e all'età del danneggiato, che andranno aumentati in base agli aspetti anatomo – funzionali e relazionali conseguenti alla lesione (maggior sforzo nel lavoro, nello sport, nel rapportarsi con il proprio aspetto etc.) ed ulteriormente aumentati in base alla c.d. personalizzazione inerente alla vera e propria sofferenza soggettiva (es. specifica penosità del fatto lesivo).(4)

 

Bibliografia essenziale

(1) Il danno non patrimoniale dopo le Sezioni Unite del 2008

Luca Mulas, 29 giugno 2010 http://studiolegalemulas.it

(2)  http://www.risarcimentodanno.it/#Danno non patrimoniale

(3) Il danno non patrimoniale a tre mesi dalle Sezioni Unite Morale vs biologico, cosa è cambiato? di Giuseppe Buffone www.altalex.com

(4) http://blog.libero.it/legalblog/8809995.html avvocato castellani

per il testo integrale della Sent.  n ° 26972 clicca  qui

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