Permanenza delle lesioni

Una corretta valutazione del danno dentario presuppone la precisazione del momento in cui si verifica la stabilizzazione delle menomazioni permanenti conseguenti alla lesione iniziale, con esclusione della possibile comparsa di sequele post-traumatiche, rappresentando il presupposto fondamentale per una corretta valutazione del danno alla persona.

Il concetto di «permanenza» viene applicato ad una lesione stabilizzata «per tutta la vita», come sostiene la norma presente nell’art. 24 R.D. 17 agosto 1935 ovvero, come afferma Baima Bollone[1], «presumibilmente perdurante per tutta la vita del soggetto o comunque di durata indefinita». La stabilizzazione della lesione e, quindi, la sua permanenza non riveste, tuttavia, carattere di assoluta inalterabilità; infatti, ancora Baima Bollone afferma: «è altrettanto indubbio che ogni postumo va incontro nel prosieguo del tempo ad una evoluzione migliorativa o peggiorativa, per rimaneggiamento strutturale, per adattamento dell’organismo e, seguitamente, degli apparecchi organici sinergizzanti o per sovrapposizione di complicanze».

[1] Baima Bollone P., Zagrebeslky U., Percosse e lesioni personali, Giuffrè, Milano, 1975, p. 63.

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