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Odontoiatria Legale. Casi pratici

Un caso di malpractice in ambito di disordini temporo mandibolari - Implicazioni medico-legali

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Indice
Un caso di malpractice in ambito di disordini temporo mandibolari
Introduzione
Caso clinico
Implicazioni medico-legali
Discussione
Conclusioni
Bibliografia
Tutte le pagine

Il dato sul quale occorre soffermarsi anzitutto è rappresentato dalla mancanza di una adeguata procedura diagnostica che possa condurre il clinico ad inquadrare la patologia dell’ATM secondo canoni ormai universalmente descritti ed accettati dalla comunità scientifica. E’ comune il riscontro di generiche indicazioni di patologia (come in questo caso: ”Sindrome algico-disfuzionale dell’ATM”), senza che tale patologia sia più precisamente definita in base alle classificazioni di riferimento.

Quale diagnosi dovremmo considerare esistente di fronte ad un referto di “sindrome algico-disfunzionale dello stomaco” ?! Si tratterà di gastrite, ulcera,  di lesione neoplastica? Le classificazioni dei Disordini Temporo-Mandibolari (questa è la corretta dizione corrente!) permettono di inquadrare la patologia in precise diagnosi, quali, ad esempio, Dislocazioni Discali, Disordini infiammatori- degenerativi  ecc. (12-15)

La diagnosi si fonda sull’utilizzo della semeiotica e può essere sostenuta e/o chiarita dall’ausilio di esami strumentali, primo fra tutti la Risonanza Magnetica eseguita con diverse pesature. E’ altresì opportuno ricordare che la comunità scientifica è concorde nell’attribuire ai Disordini Temporo-Mandibolari una eziologia multifattoriale e che il ruolo del fattore occlusale è stato ampiamente ridimensionato. (6,16-18)

Un mancato inquadramento diagnostico conduce inevitabilmente ad errore terapeutico.

Il paragone ironico tra la ipotetica mancanza di diagnosi di fronte ad una patologia gastrica e la mancanza di diagnosi di fronte ad un disordine temporo-mandibolare, permette inoltre di comprendere come spesso l’utilizzo, quale terapia, di un bite generico nel paziente con DTM possa essere considerato alla stregua della somministrazione di un antiacido al paziente gastropatico. (3)

A maggior ragione, quindi, procedere ad una riabilitazione occlusale completa, trattamento non reversibile, in mancanza di adeguata diagnosi di DTM e in assenza di una conseguente appropriata terapia dello stesso, rappresenta  fonte di errore e può essere inquadrata sotto il profilo della responsabilità professionale.



Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 10:33