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Odontoiatria Legale. Casi pratici

Un caso di malpractice in ambito di disordini temporo mandibolari - Discussione

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Indice
Un caso di malpractice in ambito di disordini temporo mandibolari
Introduzione
Caso clinico
Implicazioni medico-legali
Discussione
Conclusioni
Bibliografia
Tutte le pagine

Sono ormai numerosi i lavori scientifici che dimostrano la mancata validità della scelta terapeutica adottata ed un semplice esame della letteratura sarebbe, quindi, già di per se sufficiente - e lo sarebbe stato palesemente nel caso in oggetto - ad evitare importanti danni al paziente e fastidiose conseguenze legali per il curante.

A scopo didattico, è utile sottolineare che una corretta procedura per giungere ad un esaustivo inquadramento diagnostico ed alla successiva definizione di un corretto piano di trattamento potrebbe essere scandita, quale orientamento, dai passaggi suggeriti dai Research Diagnostic Criteria for TMD (RDC/TMD), come precedentemente citato.(14, 15)

Tali criteri diagnostici fondamentali sono rappresentati dalla compilazione di due dettagliati questionari, uno anamnestico ed uno relativo alla funzione mandibolare;  segue un accurato esame clinico ed il rilievo di rumori articolari, se presenti, nonchè la loro corretta valutazione. Adeguato spazio va dato, ovviamente, anche alla palpazione muscolare ed articolare (intra ed extra-orale).

Una attenzione particolare va posta nei riguardi del dolore cronico (da valutare nell’arco degli ultimi sei mesi) e alle implicazioni che tale dolore ha eventualmente esercitato sulle quotidiane attività, lavorative e non (personali, ricreative, sociali e familiari).

Infine, si procede al rilievo di eventuali note di carattere psicologico, quali condizioni ansioso-depressive e  somatizzazioni. (19)

Circa l’uso di esami strumentali quale supporto diagnostico, vi è parere concorde in letteratura sul fatto che la valutazione clinica sia di per se sufficiente a giungere a diagnosi di DTM nella maggior parte dei casi; laddove tecniche di imaging siano considerate necessarie, la RM rappresenta oggigiorno il gold standard di riferimento. (9)

La terapia dovrebbe essere rivolta essenzialmente alla riduzione del dolore, al   miglioramento della limitazione funzionale ed al rallentamento della progressione  della malattia. Va sempre considerato che, come molti altri disturbi muscolo-scheletrici, i segni ed i sintomi dei DTM possono essere transitori ed auto-limitanti; in presenza di dolore o limitazione funzionale si preferiscono, quindi, terapie conservative non invasive e reversibili, che si dimostrano sufficienti a migliorare le condizioni di una vasta maggioranza di pazienti (80-90%). (16)

Alcuni casi richiedono un approccio multidisciplinare, con particolare attenzione anche verso il fattore psicogeno, al fine di controllare lo stato di ansia o di depressione che spesso accompagna e sostiene queste sindromi.

La terapia conservativa può includere cambiamenti di abitudini, medicamenti orali per il dolore, terapia fisica, apparecchi intraorali rimovibili. (20)

Le indicazioni verso trattamenti irreversibili (ortodonzia, molaggio selettivo, protesi o chirurgia) devono essere valutate con estrema attenzione in relazione al caso specifico ed il ricorso ad esse deve essere riservato alla sola finalizzazione, una volta rientrata la patologia da DTM.



Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Marzo 2010 10:33