Esercizio abusivo della professione

In campo medico non è consentito il ricorso a sostituti che non siano in possesso dei requisiti di legge per l’esercizio della professione e neppure è consentito avvalersi di ausiliari per attività esorbitanti l’ambito loro concesso dalle leggi (art. 348 c.p. Abusivo esercizio di una professione).

Il reato si configura per personale non abilitato alla professione che esegua un intervento diretto in bocca al paziente ed a tal riguardo sono da precisare ulteriori punti: per la punibilità è sufficiente un unico atto e la ripetizione costituisce un aggravante (art. 81 c.p. Concorso formale. Reato continuato); il reato è rubricato come delitto contro la pubblica amministrazione, l’azione è punita in quanto tale e non costituiscono attenuante i risultati raggiunti, la capacità del soggetto, il consenso del paziente.

L’esercizio abusivo della professione è una attività illecita per la quale possono essere contestualmente addebitate all’agente altre diverse ipotesi di reato secondo la fattispecie (Lesione personale art. 582 c.p.; Circostanze aggravanti art. 583 c.p.; Lesioni personali colpose art. 590 c.p.; Associazione per delinquere art. 416 c.p.; Truffa art. 640 c.p.; Usurpazione di titoli o di onori art. 498 c.p.; Sostituzione di persona art. 494 c.p.)

La contemporanea presenza del medico, definita comunemente prestanomismo, rappresenta:

  • un concorso in reato, punito dal Codice Penale con la reclusione o con la multa;
  • un illecito deontologico (art.67) soggetto a sanzioni disciplinari dell’Ordine dei Medici (censura, sospensione, radiazione dall’Albo).

  • Il reato comporta in ambito civile le limitazioni previste in assenza dei requisiti giuridici richiesti per l’esercizio dell’attività professionale, cioè laurea, abilitazione e iscrizione all’Ordine (art.100 TULS R.D. 27-7-1934, n. 1265):

  • l’esecuzione di una prestazione non dà diritto al pagamento della retribuzione (art. 2231 c.c. Mancanza di iscrizione);
  • non è possibile garanzia assicurativa di risarcimento danni per azioni illegittime;
  • non è possibile fatturare al paziente la prestazione configurandosi un illecito per evasione fiscale:

Vediamo di seguito quali siano i fondamenti e le fasi del procedimento penale nei casi di abusivismo.

La notizia di reato può essere portata a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria da un privato (esposto) o da un incaricato di funzione pubblica (referto); è un atto facoltativo che diviene obbligatorio in alcuni casi, come ad esempio il reato perseguibile d’ufficio (art. 364 c.p. Omessa denuncia di reato da parte del cittadino; art. 365 c.p. Referto).

L’esposto alla Procura dovrà avere caratteristiche precise, riportando dati oggettivi, essere confortato da notizie recenti, eventuali testimonianze e utilizzare una formula dubitativa che metta al riparo da successive querele.

La notizia determina l’avvio obbligatorio di un procedimento da parte del Pubblico Ministero che tende a verificare, attraverso indagini preliminari, l’esistenza del reato e l’eventuale responsabile; l’indagato riceve un avviso di garanzia. Al termine delle indagini preliminari il procedimento può essere archiviato o viene esercitata l’azione penale che consiste nell’addebitare al soggetto il fatto che costituisce il reato e chiedere che lo stesso venga giudicato.

 

Fonte: 

F. Montagna, D. De Leo, P.O. Carli: “La responsabilità nella professione odontoiatrica”    Promoass ed. – 1998,  108.

 

recenti sentenze sul tema:

n. 4294/2009 - Cassazione Penale - Sezione Sesta - Responsabilità del medico - Delega - Attività

10/12/2009 - Tribunale Penale di Cassino - Odontoiatra - Esercizio abusivo - Abilitazione

 03/06/2008 n° 22144 - Cassazione Penale IV - Esercizio abusivo - Ordini professionali