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L’evento di danno odontoiatrico e la procedibilità dell’azione penale

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Nel codice penale le lesioni sono classificate in base a molteplici fattori che prescindono dall’elemento psicologico del reato, ma dai quali dipendono la maggior e la minor gravità e quindi la graduazione della pena (art. 582 c.p. Lesione personale; art. 583 c.p. Circostanze aggravanti; 590 c.p. Lesioni personali colpose):

-          Durata del periodo di malattia ed incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni

-          Sussistenza di circostanze aggravanti

Il concetto medico-legale di malattia non è sovrapponibile a quello clinico, tale dovendosi intendere non tanto la semplice lesione dell’integrità individuale quanto una condizione anomala dell’organismo a carattere evolutivo accompagnata o meno da alterazioni anatomiche più o meno evidenziabili e associata a disturbi funzionali (locali o generali) legati sia all’azione dell’agente lesivo che all’azione di riparazione e difesa messa in atto dall’organismo; tale definizione permette anche di differenziare il concetto di malattia da quello di postumo, che dalla malattia rappresenta un esito stabilizzato.

Applicando questa classificazione alle possibili lesioni odontostomatologiche possiamo sviluppare alcune osservazioni.

  • Le ferite dei tessuti molli in odontoiatria possono essere considerate, nella maggior parte dei casi, lesioni lievissime poiché guaribili in un lasso di tempo breve necessario alla cicatrizzazione della mucosa (7-15 giorni).
  • Le lesioni dentarie minori (infrazione e frattura dello smalto e della dentina) sono ugualmente da considerarsi lievissime
  • Le avulsioni dentarie richiedono invece una particolare attenzione interpretativa poiché la valutazione clinica e quella medico-legale sono divergenti: in sede di valutazione clinica esse rivestono uno scarso rilievo vista la possibilità di protesizzazione efficiente con le attuali tecniche; mentre in ambito penalistico costituiscono esiti stabilizzati (postumi) che non possono dar luogo a restitutio ad integrum; poiché la protesizzabilità è irrilevante agli effetti penali sono ritenute causa di indebolimento permanente dell’apparato masticatorio, cioè lesioni personali gravi.

 

LESIONI PERSONALI E CIRCOSTANZE AGGRAVANTI

Lesioni Durata della malattia e circostanze aggravanti

 

LIEVISSIME  Malattia di durata non superiore a 20 giorni

LIEVI              Malattia di durata da 21 a 40 giorni

GRAVI            Malattia di durata superiore a 40 giorni

Se dal fatto deriva:

- malattia che metta in pericolo la vita

- residuo indebolimento permanente di un senso o di un organo

GRAVISSIME Malattia certamente o potenzialmente insanabile

Se dal fatto deriva:

- perdita di un senso

- perdita di un arto o mutilazione che lo rende inservibile

- perdita dell’uso di un organo

- perdita della capacità di procreare

- permanente o grave difficoltà alla favella

- deformazione o sfregio permanente del viso

Fonte: F. Montagna, D. De Leo, P.O. Carli: “La responsabilità nella professione odontoiatrica”    Promoass ed. – 1998,  100

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Dicembre 2010 17:33