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09/09/2009 Sent. n. 3893 Tribunale di Bologna ( III° Sez. Civ.)

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Il danno va provato!

Bisogna fare molta attenzione prima di avviare una azione di risarcimento in quanto il presunto danno deve essere adeguatamente provato, pena la soccombenza del richiedente.

Il fatto

Nel 1999, a causa di difficoltà di masticazione accusato dal Sig. XX, il convenuto Dr. YY provvedeva al rifacimento dei circolari utilizzando impianti già esistenti, sostituendo poi nel luglio 2000 i manufatti protesici provvisori con quelli definitivi; riceveva a titolo di pagamento della sua opera le somme di £. 7.000.000 come da ricevute prodotte e di £. 20.000.000 in contanti senza ricevuta; dopo due mesi dall’ultimazione del lavoro la ceramica di rivestimento si sgretolava in diversi punti e contemporaneamente si manifestavano dolori ai muscoli della masticazione e all’articolazione temporo-mandibolare destra; l’attrice si rivolgeva quindi ad altro odontoiatra, nella persona del dottor ZZ il quale provvedeva al rifacimento del lavoro del convenuto tra il settembre 2001 e il luglio 2002; pertanto parte attrice chiedeva che il Tribunale di Bologna condannasse il convenuto a risarcirle i danni subiti di carattere sia non patrimoniale che patrimoniale.

Con la Sentenza in oggetto viene rigettata la domanda in quanto “…risulta evidente come la difesa attorea non poteva non rendersi conto della difficoltà di provare il proprio assunto proponendo la domanda oltre due anni dopo l’interruzione del rapporto professionale tra le parti e senza l’espletamento, nell’immediatezza di tale interruzione, di A.T.P.; è notorio, infatti, che l’apparato masticatorio subisce una costante e rapida modificazione, soprattutto quando coinvolto da problematiche a carico dell’articolazione temporo-mandibolare e soggetto ad ulteriori interventi riabilitativi…”.

Pertanto, a) il tempo trascorso tra l’esecuzione materiale del trattamento ritenuto colposo e la valutazione medico-legale del caso (circa 10 anni), b) l’intervento successivo di altro professionista, c) la mancata esecuzione di un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo) che avrebbe potuto stigmatizzare la situazione  subito dopo il presunto incongruo trattamento e, comunque,  prima dell’intervento di ulteriori professionisti, hanno reso impossibile la dimostrazione dell’inadempimento.

Ancora una volta si palesa l’importanza di affidarsi a professionisti esperti della materia, legali e medico-legali, capaci di effettuare una corretta valutazione preliminare del caso e consigliare per il meglio, evitando perdite - più o meno importanti - di tempo e denaro.

Sentenza segnalata da Silvia  Stefanelli.

Avvocato - Foro di Bologna

www.studiolegalestefanelli.it

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 10:12