11.05.2009 - Tribunale di Roma - Sezione XII

Ogni tanto il paziente perde!

In questa sentenza, con vittoria del convenuto odontoiatra,  viene puntualizzato il ruolo dell’ATP (accertamento tecnico preventivo) quale elemento indispensabile per la ricostruzione del nesso causale tra l’operato dell’odontoiatra e il danno lamentato dal paziente, allorquando intervengono cicli di cure successive che non permettono di rilevare elementi certi di colpa.

Il fatto

La Sig.ra M. ha citato in giudizio il dr. L. per ottenere, previa affermazione di responsabilità professionale, la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito degli interventi di odontoiatria effettuati su di lei dal convenuto, risultati errati e dannosi.

La faccenda è complicata e la responsabilità professionale non facilmente accertabile poiché nelle prestazioni odontoiatriche effettuate si sono avvicendati dapprima il dr. Sa.  (giugno 03), poi il dr, Sch. (settembre 2003), poi nuovamente il dr. Sa. (giugno/ottobre 2004) ed infine, il dr. Ca. (maggio 2005),

I punti salienti del dispositivo

a) la responsabilità del professionista per i danni subiti da un privato a causa della non diligente esecuzione della prestazione medica ha natura contrattuale e la relativa disciplina si riscontra nelle norme che regolano le responsabilità nell’esecuzione di un contratto di opera professionale. La limitazione di responsabilità professionale ai soli casi di dolo o colpa grave (art. 2236 c.c.) attiene esclusivamente alla perizia nella soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà che trascendono la preparazione media (Cass. 4152/95), ovvero perché la particolare complessità discende dal fatto che il caso non e' stato ancora studiato a sufficienza e non e stato ancora dibattuto con riferimento ai metodi da adottare (Cass. 5945/2000; 8045/95; 4152/95).

Non può, dunque, ravvisarsi tale limitazione nelle ipotesi di imprudenza e negligenza, dovendosi così ritenere che la responsabilità sussista anche per colpa lieve quando per omissione di diligenza e prudenza si procuri un danno nell'esecuzione di un intervento operatorio o di una terapia medica (cfr. Cass. 11440/97; 6464/94).

b) l'esecuzione delle nuove terapie eseguite sulla paziente da altri odontoiatri hanno interrotto il nesso di causa tra i danni oggi obiettivabili e le prestazioni del dr. L. (convenuto);  l'assenza di documentazione pertinente impedisce, di fatto, una valutazione retrospettiva cronologicamente collocabile al momento del termine delle prime terapie.

Infatti, il presunto danno descritto nella relazione del dr. Sa. - relativo al momento dell'interruzione del rapporto professionale con il dr L. - è stato esposto con estrema sinteticità ed approssimazione e documentato con fotografie di scarsissima qualità, inidonee, come pure i modelli in gesso prodotti,  a fornire oggettivo ed attendibile riscontro temporalmente databile.

Pertanto, la .mancanza di elementi idonei ad acclarare in termini chiari, certi ed inequivoci la sussistenza di un danno subito dalla Sig.ra M. causalmente ricollegabile all'operato del dr. L. è elemento imprescindibile a fondare un giudizio di responsabilità per colpa professionale, (pratica impossibilità di accertare il nesso di causalità per mancanza di ATP preventiva)

c) la perizia stragiudiziale, ancorché asseverata con giuramento dal suo autore, non può di per sé avere valore probatorio ma un semplice valore indiziario alla stregua del costante orientamento della Suprema Corte

Ad un siffatto mezzo di prova si può solo riconoscere valore di indizio, al pari di ogni documento proveniente da un terzo, il cui apprezzamento è affidato alla valutazione discrezionale del giudice di merito ma della quale non è obbligato in nessun caso a tenere conto in quanto, costituisce pur sempre una mera allegazione difensiva di carattere tecnico priva di autonomo valore probatorio.

d) in merito alla domanda riconvenzionale di condanna dell'attrice per lite temeraria… il risarcimento…può essere riconosciuto e liquidato solo se la parte totalmente vittoriosa…dimostri la concreta ed effettiva esistenza di un danno in conseguenza del comportamento processuale…e che tale danno non sia risarcibile, sul piano economico, attraverso la rifusione delle spese di lite (Cass. 6637/92; Cass. 1200/98; Cass. 2389/99; Cass. 3941/02).

In mancanza di detta prova del danno…nulla può essere liquidato, neppure ricorrendo a criteri equitativi (Cass. 12422/95).

Conclusioni

Non essendo probatoriamente emersa la ricollegabilità causale dell'evento dannoso lamentato dall'attrice a condotta colposa dell'odontoiatra convenuto la domanda è  rigettata perché infondata.

 

 

Sempre in tema di consenso informato: una possibile soluzione” Mario Aversa


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