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03/09/2010 - Tribunale di Bari - Sezione II Civile - L’onere delle prova non grava solo sul medico

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Svolgimento del processo

La paziente riferiva di essersi affidata alle cure dell’ odontoiatra, che “le confezionava e le applicava una protesi dentaria risultata non del tutto adatta alla bocca della paziente e perciò causa di gravi impedimenti e inconvenienti”.

Per ovviare ad essi, l’odontoiatra interveniva sulla dentatura della stessa attraverso "una operazione di limatura e riduzione degli incisivi" che non sortiva gli effetti sperati; di converso, tale intervento risultava fonte di forti dolori gengivali e mandibolari, "mala occlusione" della bocca e difficoltà di masticazione; inoltre, sempre da quanto riferito dall’attrice, si verificava una protrusione della mandibola inferiore, alla quale erano associati difficoltà nell'articolazione della parola e nella masticazione - con conseguenti disturbi gastrointestinali -, alitosi, "episodi dolorosi di improvviso blocco delle mandibole", nonché un pregiudizio estetico all'armonia complessiva del volto e una limitazione della precedente vita di relazione.

Il professionista negava di aver mai eseguito sulla persona dell'attrice l'intervento di limatura degli incisivi da essa dedotto; contestava, inoltre che i disturbi lamentati potessero trovare origine nell'attività professionale da lui in effetti svolta e protestava la perizia degli interventi effettuati.

La controparte, inoltre, segnalava la mancata indicazione di parte attorea del titolo, del periodo temporale nel quale i fatti costitutivi delle sue pretese andrebbero collocati nonché la quantificazione del danno lamentato.

Il tribunale rigettava la domanda di risarcimento osservando che la giurisprudenza della Suprema Corte, pur sollevando il paziente-creditore dall'onere di dimostrare l'inadempimento della controparte, richiede tuttavia che egli offra la prova dei danni lamentati e del nesso causale fra questi ultimi e la condotta del debitore.

Nel caso di specie, non vi è dubbio che fra le parti sia intercorso un rapporto avente a oggetto una serie di prestazioni odontoiatriche fra le quali la realizzazione e l'applicazione di protesi dentarie, risultate causa, per la paziente, di fastidi di vario genere e pertanto nel tempo sostituite nel tentativo di raggiungere un risultato soddisfacente.

Ma non vi è prova che l’odontoiatra avesse effettivamente eseguito l'intervento di limatura degli incisivi posto a fondamento dei successivi disturbi di salute.

In proposito, il C.T.U. negava, nella relazione depositata in atti, che fosse possibile stabilire l'avvenuta esecuzione dell'intervento in discorso, atteso che la paziente, essendo affetta da bruxismo si era involontariamente inflitta delle "faccette di usura" su tutti i denti residui.

Pertanto, stante l'impossibilità di ritenere provato uno dei fatti costitutivi della pretesa, ovvero il nesso causale fra i disturbi accertati sulla paziente e la condotta del sanitario, è conseguito il rigetto della domanda.

Sentenza

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Ottobre 2010 13:18