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30/12/2011 - n° 7654 - Tribunale Torino - sez. III civile

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Sulla liquidazione delle spettanze agli ausiliari del giudice

La liquidazione delle spettanze agli ausiliari del magistrato, ivi compreso il consulente tecnico d’ufficio, è effettuata con decreto di pagamento da parte dello stesso giudice che procede (con sentenza conclusiva del procedimento).

Tale decreto viene comunicato allo stesso consulente ed alle parti, ivi compreso il pubblico ministero.

Così il Tribunale di Torino, sezione III civile, con la sentenza 30 dicembre 2011 n. 7654 .

Il decreto sopra menzionato rappresenta un titolo provvisoriamente esecutivo; tale titolo nei rapporti esterni tra le parti e lo stesso consulente diventa definitivo in mancanza di opposizione ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 170, DPR 30 maggio 2002, n. 115, concernente “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”.

L’opposizione deve essere proposta entro il termine di venti giorni dall’avvenuta comunicazione, da parte del consulente e/o dalle parti processuali, compreso anche il pubblico ministero.

Le regolamentazione definitiva per quanto concerne le spese del consulente tecnico d’ufficio, ex artt. 91 e ss. c.p.c., ha efficacia solo tra le parti in causa; nei confronti del consulente stesso le parti sono tenute (di norma solidalmente) al pagamento del compenso liquidatogli con il decreto ex art. 168 del citato DPR 30 maggio 2002, n. 115.

La parte escussa dal consulente per il pagamento del compenso non può opporgli la differente regolamentazione delle spese contenuta nella sentenza, dovendo pagare l’intero compenso.

Come precedente giurisprudenza sul tema ha anche precisato (cfr. sul punto Cass. civ. 30.12.2009, n. 28094; Cass. civ. 15.07.2008, n. 23586) solo in seguito si avrà possibilità di agire in regresso ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1299 c.c., nei confronti della parte al cui carico sono state poste in sentenza.

(Altalex, 27 gennaio 2012. Nota di Manuela Rinaldi)