WebHostingLab.org

26.11.12 - n. 1406 - Tribunale Varese - sez. I civ

PRIMA SENTENZA SULLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DOPO IL DECRETO BALDUZZI

TRIB VARESE 26 NOVEMBRE 2012 – GIUDICE BUFFONE

Prima decisione del tribunale di merito di Varese - Giudice Buffone su un caso di responsabilità medica dopo l’art. 3 co 1 del c.d. Decreto Balduzzi (legge 158/2012).

Come noto il testo della nuova disciplina che così sancisce:

“L'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui all'articolo 2043 del codice civile.”

Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.” L’entrata in vigore della norma ha aperto un acceso dibattito in dottrina circa la portata dell’inciso “..in tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui all'articolo 2043 del codice civile”.

Se infatti appare chiara infatti la volontà del legislatore di limitare legislativamente la responsabilità penale del medico alle sole ipotesi di colpa grave ove si rispettino le linee-guida, il dubbio sorge circa il richiamo all’art. 2043 c.c. ed alla sua “ricaduta” nell’ambito della responsabilità civile.

Parte della dottrina ha infatti ritenuto che si sia trattato di una “svista” del legislatore”; altra parte invece ritiene che tale richiamo sia voluto e consapevole e che rappresenti una volontà di riportare “in vita” il sistema di responsabilità medica anteriore al 1999, modificando un questo modo sia le regole dell’”onere” della prova sia in termini di prescrizione.

Di tale ultimo avviso appare il giudice Buffone nella prima sentenza (pubblicata da www.cassazione.net) sul punto. Seppure poi nel caso oggetto in decisione la nuova norma non abbia trovato diretta applicazione – trattandosi di responsabilità medica intervenuta in presenza di apposito contratto stipulato tra paziente e medico operante in casa di cura – il giudice coglie l’occasione per svolgere le seguenti considerazioni.

Dopo aver preso atto che nel diritto vivente la responsabilità medica ha assunto in via giurisprudenziale natura di responsabilità contrattuale (ancorché da contatto - Cass. civ., Sez. III, 24 maggio 2006, n. 12362) con tutti successivi oneri probatori (Cass. 13533/2001 e Cass. SSUU 577/2008), il giudice evidenzia l’entrata in vigore dell’art. 3 co 1 della legge 158/2012 (c.d. Decreto Balduzzi) e l’obiettivo che la norma si pone di “arginare” la c.d. medicina difensiva: su punto il giudice si chiede che portata debba attribuirsi al richiamo espresso all’art. 2043 c.c.. E su questo aspetto non pare avere dubbi.

Si legge infatti in sentenza:

Giunti a questa conclusione, nel caso di specie, la struttura della disposizione legislativa, a ben vedere, sembra abbastanza logica, almeno nel suo sviluppo discorsivo: in sede penale, la responsabilità sanitaria è esclusa per colpa lieve (se rispettate le linee guida/buone prassi); in sede civile, invece, anche in caso di colpa lieve, è ammessa l’azione ex art. 2043 c.c. Così facendo, il

Legislatore sembra (consapevolmente e non per dimenticanza) suggerire l’adesione al modello di responsabilità civile medica come disegnato anteriormente al 1999, in cui, come noto, in assenza di contratto, il paziente poteva richiedere il danno iatrogeno esercitando l’azione aquiliana. E’ evidente che l’adesione ad un modulo siffatto contribuisce a realizzare la finalità perseguita

dal legislatore (contrasto alla medicina difensiva) in quanto viene alleggerito l’onere probatorio del medico e viene fatto gravare sul paziente anche l’onere (non richiesto dall’art. 1218 c.c.) di offrire dimostrazione giudiziale dell’elemento soggettivo di imputazione della responsabilità. L’adesione al modello di responsabilità ex art. 2043 c.c. ha, anche, come effetto, quello di ridurre i tempi di prescrizione: non più 10 anni, bensì 5.”

In sostanza secondo il Giudice di Varese il legislatore con il decreto Balduzzi avrebbe espresso la preferenza per l’orientamento giurisprudenziale che predicava l’applicazione dell’articolo 2043 Cc e non invece lo schema del cosiddetto “contratto sociale qualificato”, restaurando in questo modo il regime di responsabilità civile anteriore al revirement del 1999.

Vedremo ora cosa come si orienterà la giurisprudenza futura.

Solo un ultimo parere personale: l’incipit della norma è “..in tali casi resta comunque fermo..” riferendosi alla colpa lieve. Sembra quindi derivarne che l’applicazione dell’art. 2043 c.c. (come cambio di regime probatorio) si ha solo in presenza di “colpa” lieve, mentre potrebbe considerarsi persistere il sistema probatorio vigente (legato alla natura contrattuale del rapporto) in casi di colpa grave.

Avv. Silvia Stefanelli

Newsletter novembre-dicembre 2012

Blog Odontoiatria Legale

Болезни глаз у человека. Известные болезни глаз лечение. Болезни глаз симптомы. Лечение простуды в домашних условиях. Самое быстрое лечение простуды. Простуда лечение лекарства. Хороший стоматолог отзывы. Самый добрый стоматолог отзывы. Ассоциация стоматологов отзывы. Занятия йогой дома. Быстрая йога для начинающих дома. Как правильно заниматься йогой дома. Обертывание в домашних условиях. Быстрое обертывание живота в домашних условиях. Обертывание в домашних условиях рецепты. Наборы спортивного питания. Вкусная спортивное питание для набора массы. Спортивное питание оптом. Как избавиться от перхоти. Хороший шампунь от перхоти отзывы. Как избавиться от перхоти навсегда. Зеленый чай для похудения. Главные свойства зеленого чая. Можно ли пить зеленый чай.

Sempre in tema di consenso informato: una possibile soluzione” Mario Aversa


 Acquista il libro

Copertina-Libro-Mario-Aversa

Altre informazioni:


Segreteria-prenotazioni: +39.081.515.2323
e-mail: e-mail: www.studiopolispecialisticoaversa.it


Iscriviti alla newsletter !!!
Privacy e Termini di Utilizzo

banner lesioni

www.studiopolispecialisticoaversa.it

Seguici sui Social

Facebook
Linkedin