Valutazione economica delle spese di cura

Valutazione economica delle spese di cura

La valutazione/quantificazione delle spese di cura,  definite anche Danno Emergente Odontoiatrico (DEO), rappresenta una quotidiana applicazione delle conoscenze di un odontoiatra legale, sia in responsabilità civile, sia in infortunistica, privata o pubblica, questa ultima nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro,  a cura dell’ INAIL.
La problematica legata all’adeguato ammontare di tali spese, attuali e future, già eseguite – in tutto o in parte - ovvero da eseguire, è un quesito quasi sempre presente; richiesto da un magistrato ad un CTU, da un legale ad un CTP, da una compagnia di assicurazione ad un suo medico fiduciario, da un privato ad un libero professionista esperto della materia.

E’ opportuno premettere cha la adeguatezza delle spese è la risultante di due componenti rappresentate dalla pertinenza e dalla congruità (1)

Con il termine di pertinenza si intende la diretta relazione causale tra il danno dentario riportato e le terapie effettuate e/o da effettuare;

Con il termine di congruità si intende la corretta determinazione economica delle terapie odontoiatriche.


Una breve cronistoria

La legge 244/1963 (2) precisava che “..l’onorario, fissato in relazione all’importanza ed alla delicatezza della prestazione, … rappresenta il minimo compatibile con il decoro e la dignità professionale…fatta salva la possibilità di  effettuare prestazioni a titolo gratuito…”; dopo circa 30 anni (1992) il Presidente della Repubblica approvava tale tariffa minima nazionale (3).

Nel Luglio 2006 la svolta legislativa dettata dalle nuove esigenze economiche e di mercato, al fine di favorire la libera concorrenza e la libertà di scelta dell’utente/consumatore (4), con la quale vengono abrogate le disposizioni precedenti  in merito alla obbligatorietà di una tariffa minima e al divieto di pubblicità circa i titoli professionali, i prezzi delle prestazioni e le caratteristiche del servizio offerto.

Seguendo il dispositivo del D.L. 223 (obbligo di aggiornamento degli Ordini professionali entro entro il 31\12/2006) il nuovo Codice di deontologia medica (approvato il 16\12\2006), all’art. 54 (onorari professionali), precisa che: “… pur vigendo il principio generale  dell’intesa diretta tra medico e paziente, nel rispetto della legge civile (art. 2233 c.c.), i professionisti sono tenuti a comunicare e concordare preventivamente gli onorari, non subordinando il compenso al risultato della prestazione, mantenendo la possibilità di prestazioni a titolo gratuito”(5).

Il mancato aggiornamento del tariffario minimo e, quindi, il mancato riconoscimento di tutti i necessari adeguamenti dei prezzi legati al sempre dinamico andamento del costo della vita, particolarmente sentito in un settore a netta prevalenza libero-professionale e con elevato contenuto tecnologico in continua e, a volte, incessante evoluzione, ha stimolato la principale associazione di categoria alla stesura di un Nomenclatore/Tariffario (5)  sulla base di dati raccolti che hanno preso in considerazione diversi fattori tra cui la area geografica di riferimento, la collocazione professionale, e l’età del professionista.

Tale documento - pur nella consapevolezza della esistenza di situazioni di eccellenza e valenza professionale che, come in tutte le professioni intellettuali,  non sono perfettamente quantificabili - può essere considerato un punto di riferimento, nel senso di un range medio,  sia per fini clinici che medico-legali, sui quali ovviamente ci soffermeremo.

Non è certo questa la sede per entrare nel merito della vicenda, ma dobbiamo  precisare che la FNOMCeO, di concerto con i rappresentanti di alcune società scientifiche e sindacali, con documento del 29/11/2007 (6), dichiarava di non essere affatto in accordo con tale iniziativa per alcune questioni di principio (tariffa equa, tempario, coscienza professionale) che tenderebbero allo svilimento e all’esagerato tecnicismo ed imprenditorialità dell’arte medica, mettendo in secondo piano gli aspetti umani della professione.

Numerosi progetti di riforma sono stati presentati e, nonostante l’iter abbia subito una battuta di arresto, sembra esserci convergenza delle forze politiche sulla necessità  di tariffe prestabilite dalla legge, distribuite tra un minimo ed un massimo, per evitare eccessive situazioni di corsa al ribasso con pericolose ripercussioni sui livelli minimi di sicurezza per l’utente.


Problematiche medico-legali

In questo clima di incertezza, in assenza di sicuri riferimenti ed in attesa di un definitivo, o quantomeno chiarificatore, intervento legislativo, all’odontoiatra legale – come prima accennato – si pone il quotidiano problema di come dover valutare praticamente ed equamente le svariate fattispecie valutative che gli vengono sottoposte.

Alcuni autori (7) propongono di utilizzare il tariffario del 1992, ancorché abrogato, quale punto di riferimento per i valori minimi, dopo aver effettuato la opportuna correzione dei valori economici secondo i parametri ISTAT correntemente utilizzati per le rivalutazioni monetarie (8) ovvero di confrontare tali valori con quelli elaborati dall’ANDI e con quelli ultimi dell’accordo di odontoiatria sociale Ministero della Salute-ANDI.

Operazione certo non agevole anche perché le diverse tipologie di prestazioni vengono indicate con termini differenti e, in alcuni casi, vengono suddivise in interventi multipli ovvero riportati come trattamento operativo complessivo.

Se a tali difficoltà aggiungiamo le discrepanze che derivano dal differente percorso formativo dei singoli professionisti cui viene richiesta la valutazione del danno, i risultati possono essere decisamente inacettabili, così come conferma una nostra mini-indagine conoscitiva effettuata nel dicembre 2008 (9)

Tale indagine, condotta al fine ottenere delle informazioni sul reale livello di conoscenza dei valutatori riguardo la materia in esame, evidenziava che i valori economici medi potevano ritenersi accettabili ma che il range minimo-massimo delle singole prestazioni era decisamente troppo ampio.

Nella nostra pratica quotidiana siamo soliti analizzare e confrontare queste citate fonti di riferimento così da avvicinarci il più possibile ad una equa valutazione della singola fattispecie.

E’ attualmente in corso una nostra ricerca/analisi di ulteriori parametri valutativi, da aggiungere a quelli citati, così da ottenere dei valori medi, sempre oscillanti in un range minimo/massimo di riferimento, da un campione ancora più significativo, per mole e variabilità di dati.


Conclusioni

Ai fini di una pratica quantificazione del danno emergente nelle singole fattispecie e restando, comunque, in attesa di un contributo legislativo chiarificatore,  pur consapevoli dei limiti e delle difficoltà operative discusse, utilizziamo tali valori quale utile riferimento - di concerto con tutti gli altri elementi tipici del caso concreto (età, sesso, stato anteriore, localizzazione della lesione e quant’altro) - nel percorso che ci conduce ad una valutazione economica quanto più corretta e precisa possibile.

A nostro avviso, tale processo metodologico dovrebbe abitualmente entrare a far parte della sensibilità e forma mentis del consulente odontoiatra legale al solo fine di un valido inquadramento medico-legale del caso e di un corretto adeguamento dei criteri generali al caso concreto.


Bibliografia

(1) Vidoni A. La valutazione medico-legale della congruità delle spese di cura odontoiatriche dopo la abrogazione della tariffa minima nazionale. Minerva Med Leg. 2008; 128: 113-25

(2) Legge 244 del 21 Febbraio 1963: “Norme generali relative agli onorari e ai compensi per le prestazioni medico –chirurgiche e istituzione della relativa tariffa” (G.U. n° 77 del 21/03/1963)

(3) Dpr 17 Febbraio 1992 “ Approvazione della tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche” (G.U. n° 128 del 02/06/1992)

(4) D.L. 223 del 4 Luglio 2006 “disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento  e la razionalizzazione  della spesa pubblica. nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale (G.U. n° 153 del 4/07/06)

(5) FNOMCeO. Codice di deontologia medica. 16/12/2006

(6) www.andi.it

(7) FNOMCeO Ufficio centrale odontoiatri. Documento del 29/11/2007 - prot. 12635

(8) op cit. 1

(9) www.istat.it

(10) Aversa M.: “Dentista in legge”  Il sole 24h – Sanità – Odontoiatria. Dicembre 2008